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Vent’anni di Salone, da scommessa a evento al top mondiale | Ansa.it

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Vent’anni di Salone, da ‘scommessa’ a evento al top mondiale

Nel ’96 la prima edizione, otto anni dopo nasce Terra Madre

salonegustoTORINO – La storia di Slow Food e del Salone del Gusto, quest’anno terra Madre Salone del Gusto, è legata a filo doppio con la storia del cibo e i suoi mutamenti. Dieci edizioni di Salone e 6 di Terra Madre, a cominciare dall’edizione di prova del ’96 nell’ex fabbrica del Lingotto, che si possono ripercorrere anche attraverso l’evoluzione e i cambiamenti, spesso vere e proprie rivoluzioni grandi e piccole, del sistema mondiale del cibo e del nostro modo di vivere.

Quando Slow Food presenta per la prima volta una manifestazione interamente dedicata al cibo, alle piccole produzioni di qualità, molte delle quali da salvaguardare, negli Stati Uniti si coltiva a scopo commerciale la prima pianta geneticamente modificata, in Scozia si realizza la prima clonazione di un mammifero, la pecora Dolly, e scoppia il caso ‘mucca pazza’. Slow Food fa dunque una scommessa e realizza un evento in cui si presenta, fra le altre cose, l’Arca del Gusto, per ‘salvare’ i cibi a rischio di estinzione. Due anni dopo il Salone esordisce con la formula del mercato, l’incontro tra chi produce il cibo e chi lo consuma, punta sui grandi nomi e diventa un successo internazionale.

Nel 2000 Slow Food ritrova nei temi del movimento del ‘popolo di Seattle’ molte delle riflessioni che sta portando avanti e l’accento sulla difesa della biodiversità e delle produzioni locali si fa ancora più forte e strutturato. Al Salone del Gusto sono presenti 90 Presìdi Slow Food italiani, che danno il via a uno dei progetti più importanti dell’associazione. La quarta edizione, in cui si presentano i primi Presìdi internazionali, è quella dell’anno dell’arrivo dell’Euro, del secondo summit mondiale sull’alimentazione della Fao a Roma, del Forum sociale mondiale di Porto Alegre, mentre la successiva vede la nascita di Terra Madre, ‘l’Onu dei contadini’, e dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche e coincide con l’entrata in vigore del trattato di Kyoto. La Fao riconosce ufficialmente Slow Food come organizzazione no profit con cui instaurare un rapporto di collaborazione.

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